Cronaca 

Uccise il figlio di 3 anni e la madre, confermata la condanna a 27 anni per Giulia Stanganini

La sentenza è stata confermata dalla Cassazione. La donna aveva anche fatto a pezzi il corpo della madre, Loredana Stuppazzoni

I giudici hanno confermato la sentenza d’appello, dichiarando la donna seminferma. Inizialmente, in primo grado, era stata condannata all’ergastolo e riconosciuta come capace di intendere.

Durante le indagini preliminari, Stanganini è stata soggetta a due perizie: l’ultima ha concluso che al momento degli omicidi la donna era capace di intendere e volere, ma parzialmente inferma quando ha smembrato la madre. Nel corso del processo di secondo grado è stata ordinata una nuova consulenza che ha identificato un disturbo di personalità di tipo schizotipico e un lieve deficit mentale.

Stanganini si era rivolta alla questura nell’aprile 2020 quando ha ammesso di aver smembrato il corpo della madre, una bidella in pensione di 63 anni. Ha raccontato di aver trovato la madre impiccata e di aver deciso di eliminare il corpo due giorni dopo per evitare di essere accusata dell’omicidio. Secondo il giudice, cinque mesi prima la donna aveva ucciso anche il figlio. Un omicidio che è stato considerato premeditato. La donna aveva effettuato ricerche su internet mese prima della morte del bambino, riguardanti modalità di uccisione di bambini, cercando casi di madri che uccidono i propri figli asfissiandoli.

Secondo il giudice Riccardo Ghio, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, Stanganini era una madre “inadeguata” rispetto ai compiti della maternità. Il bambino, di tre anni, veniva quasi esclusivamente nutrito con omogeneizzati e talvolta veniva legato al passeggino durante il sonno.

La nonna del bambino, con cui la madre era andata a vivere durante il lockdown, aveva sospettato che la figlia avesse ucciso il nipotino e l’aveva accusata di essere un’assassina. Gli investigatori ritengono che per questo Stanganini abbia ucciso anche la madre.

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